L'ANGELO INCERTO

due giornate di studio e improvvisazioni intorno all'“Anima buona del Sezuan” di Bertolt Brecht

guidate da Elena Bucci

aperto ad attori, registi ed aspiranti


I temi di questo testo e le sue domande sono perfette per questo tempo e per l'arte dell'attore: come si può essere buoni con sé stessi e con gli altri? cosa significa essere buoni o cattivi? come governare etica e possibilità di essere mostri e angeli nello stesso tempo? come riuscire a miscelare qualità, talenti, volontà per trasformare il mondo in un luogo dove ci sia posto per tutti? ci sono essenze soprannaturali sopra e dentro di noi che possono aiutarci in questo difficile compito?
Sono domande talmente semplici da rischiare la banalità, ma non sono banali le ricerche delle soluzioni, nella vita quotidiana e sulla scena. Stiamo vivendo un'occasione storica straordinaria: possiamo scegliere se dedicarci al salvataggio di un mondo ammaccato o se avallarne la distruzione, se alleviare la miseria di chi non la merita o chiudere tutti i chiavistelli per conservare privilegi spesso inutili e vuoti.
Allo stesso tempo pratichiamo un'arte che cresce attraverso il dare, che si alimenta del lavoro in gruppo, che non può prescindere dall'ascolto e dalla considerazione delle caratteristiche di ognuno, ma se ne nutre e le magnifica, che ci spinge ad attivare le antenne della sensibilità per leggere le trasformazioni del mondo e dei suoi abitanti e restituirle secondo molteplici punti di vista.
Mi viene naturale quindi combinare la lettura del tempo presente con la ricerca intorno alla nostra arte: attraverso gli strumenti del teatro ci confronteremo sulle visioni di Brecht, sulle domande che sollecitano al presente, sulle questioni del teatro, da sempre identiche ma che sempre si rinnovano, sulla capacità dell'arte di comprendere, ma anche di modificare, la storia. Può l'antico strumento del teatro, con la sua ricerca dell'autentico, il suo gusto per le differenze, la sua anacronistica ricerca di silenzio, concentrazione, comunicazione e catarsi tornare a diventare centrale nella vita delle comunità?

Il teatro spesso annulla il tempo e lo spazio: cinque minuti possono essere eterni o volare in un soffio. Due giorni possono essere molti, pochi o, come spero, il tempo giusto per questa occasione.
È bene leggere o rileggere il testo, portare abiti comodi ma non di tipo sportivo, carta, penna, musica.