L'ANIMA BUONA DEL SEZUAN

di Bertolt Brecht
traduzione Roberto Menin

progetto, elaborazione drammaturgica Elena Bucci, Marco Sgrosso
regia Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso



con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Maurizio Cardillo, Andrea de Luca, Nicoletta Fabbri, Federico Manfredi, Francesca Pica, Valerio Pietrovita, Marta Pizzigallo

disegno luci Loredana Oddone - musiche originali eseguite dal vivo Christian Ravaglioli - cura e drammaturgia del suono Raffaele Bassetti - macchinismo e direzione di scena Viviana Rella - supervisione ai costumi Ursula Patzak in collaborazione con Elena Bucci - scene e maschere Stefano Perocco di Meduna - assistenti alla regia Beatrice Moncada, Barbara Roganti - sarta Manuela Monti - foto Marco Caselli Nirmal
Il caso, che non è mai un caso, ci ha raccolto intorno a questo progetto per il primo giorno di prove il 18 settembre 2018, a dieci anni dalla scomparsa del nostro maestro Leo de Berardinis. A lui dedichiamo lo spettacolo, per quanto ci manca, e grati, nel tempo, per tutto quello che ci ha insegnato. (EB e MS)
grazie a chi ci ha sostenuto in questa avventura e al Teatro Comunale di Russi
e grazie anche a Davide Reviati per l’immagine, Giovanna Randi per alcuni oggetti ormai introvabili
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano / ERT Emilia Romagna Teatro - collaborazione artistica Le Belle Bandiere

11 febbraio 2020, Teatro Sanzio, Urbino
13-15 febbraio 2020, Teatro Gustavo Modena, Genova
17 febbraio 2020, Teatro Dadà, Castelfranco Emilia (BO)
19-23 febbraio 2020, Teatro Astra, Torino
19-31 maggio 2020, Piccolo Teatro Grassi, Milano

Genova


Cartoline dalla bella Genova ritrovata, dal fascinoso teatro intitolato a Gustavo Modena che parla di un'Italia dai grandi ideali, e che ha accolto con calore i viaggiatori del Sezuan!

Urbino

Grazie a Urbino bella da lasciare a bocca aperta e grazie ad Amat e Gilberto Santini per averci aiutato a ritrovare l’Anima buona insieme agli amici del Centro Teatrale Bresciano e di Emilia Romagna Teatro.
Grazie al pubblico che ha riempito il teatro di energia e applausi.
Grazie anche a tutta la compagnia, attori e tecnici: acrobazie di velocità, qualità ed armonia.
Ce ne andiamo per la città di notte come fossimo in un altro tempo.

Archivio vivo (e Moog)

In questi giorni di inaudito Sanremo e nuove paure che ci fanno pensare, abbiamo avuto due serate notevoli che rinnovano la nostra fiducia nell’essere comunità e per le quali ringrazio il pubblico e tutti i collaboratori.


il 6 febbraio la presentazione del progetto Archivio vivo nella Sala Ravaglia di Russi si rivela potente: abbiamo aperto il nostro laboratorio creativo al numeroso pubblico e, attraverso foto, parole, musica, e prove di documentario, le emozioni del passato sono diventate forza, commozione, risate per il presente, collegamento affettuoso tra persone diversissime. Era una prova importante che ci ha convinto: la nostra storia nel teatro non è solo nostra, non è soltanto la pur meravigliosa pratica dello sfogliare un album di famiglia, diventa davvero storia di tutti, racconto per chi non c’era.

Il 7 febbraio l’incontro al Moog di Ravenna, voluto dal valoroso e vero Ivano Mazzani e guidato dal rigore appassionato di Jacopo Gardelli: una sala traboccante di volti e di energia buona, un luogo raccolto e sospeso dove aleggiano molte presenze e dove mi sono emozionata, divertita, sorpresa. Ancora una volta scopro la meraviglia di scivolare dalla vita al teatro e di tornare indietro con una scintilla di conoscenza in più, di me, del mondo, delle molteplici nature degli umani. Autobiografie di ignoti. 

Castello

(cartolina da Castello d’Argile... e diverse altre cose)

Un teatro costruito tanto tempo fa dalla gente, per avere bellezza e sogno,
una comunità di oggi che lo sostiene con fierezza
un gruppo di talento che fa del reale un sogno e ricrea ogni giorno il senso della collaborazione e della comunicazione, della libera scelta, della fiducia nella qualità, del rapporto vero con il pubblico,
un pubblico che sceglie, c’è, partecipa, applaude con entusiasmo
la gioia di ritrovarsi tutti uniti, alla fine, con gli amici, ‘stanchissimi e felici’.
Il nostro Ottocento ha volato, è cresciuto e lo lasciamo per qualche tempo sicuri che di questa ricchezza si nutrirà. Il primo di febbraio usciamo dalla girandola degli spettacoli di questo scoppiettante inizio 2020, contenti che il teatro viva.