LA GIOIA DEL PASSO

una favola in musica intorno al cammino che ha portato le donne al voto

ricerca drammaturgica e interpretazione Elena Bucci
drammaturgia sonora Raffaele Bassetti
produzione Le belle bandiere
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Questo lavoro cercherà di individuare nei movimenti della grande storia i tenaci e coraggiosi percorsi di alcune donne che hanno aperto la via ad una sempre maggiore libertà di scelta e al diritto al voto. Naturalmente non si vuole contribuire a mantenere divisioni e categorie, ma sottolineare come, proprio per la loro condizione di subordinazione e inferiorità, le donne abbiano spesso manifestato una capacità di reazione e di lotta con originalissime caratteristiche. 
Nonostante siano passati pochi decenni dall’acquisizione del diritto al voto, ci sono alcune donne che oggi non votano, dando quasi per scontato quel diritto conquistato con tanta fatica. Non ci hanno mai creduto o hanno smesso di crederci, a causa di un sentimento di lontananza verso una politica a volte corrotta, a volte distratta. In nome degli errori di qualcuno non considerano l’impegno, il sacrificio, le lotte di chi, nel passato e nel presente, cerca di orientarsi, pur fra mille dubbi, fra giustizia ed errore, ideale e velleità, diritto e dovere, conformismo e consapevolezza, libertà e schiavitù. 
Riporteremo testimonianze di ragazze e donne che non hanno più fiducia nel fatto che ognuno di noi possa cambiare le cose, anche mettendo un segno su una scheda. Confronteremo le parole del presente con quelle battagliere e inquiete di donne che attraverso la scrittura e l’impegno culturale e politico hanno lottato per un diritto che ha cambiato la storia e hanno contribuito a fare esplodere una rivoluzione tra ombra e luce che ancora continua. 
Con gli strumenti del teatro - ricerca, pensiero, immedesimazione, emozione - intrecciati alla musica, ci si propone di andare in cerca di scritti, testimonianze, fotografie, biografie. Le domande si affastellano preziose. Come mai tante figure luminose sono dimenticate? Quale catastrofe è accaduta in questo periodo di pace apparente? Dove si è persa la memoria? 
Si torna a quel 2 giugno 1946 per ritrovarne le emozioni e la forza del pensiero. 
Si alternano le voci di scrittrici e intellettuali famose a quelle di donne sconosciute che potrebbero essere vissute davvero o essere nate dall’immaginazione. Si pensa ad una commossa dedica alle ave che con segreta o manifesta gioia nel passo hanno contribuito ad infondere coraggio alle donne del passato e del futuro. Al racconto della storia si intreccia la speranza che un giorno si arrivi non solo alla parità di diritti e opportunità, ma anche alla possibilità reale di esprimere inedite visioni politiche e culturali che dispongano ad una nuova visione dei rapporti di potere, degli equilibri nelle relazioni, della politica, dell’arte, della cultura.

Anna Garofalo, giornalista e scrittrice, così commentava l'appuntamento alle urne: 
«Lunghissima attesa davanti ai seggi elettorali. Sembra di essere tornate alle code per l'acqua, per i generi razionati. Abbiamo tutti nel petto un vuoto da giorni d'esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore. Si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi e molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra uomini e donne hanno un tono diverso, alla pari.»