17 giugno, ore 21.30 - Piazza Francesco Baracca, Lugo (RA) >>
SOTTO DI ME IL VUOTO
Inseguendo e studiando l’eroe, l’asso dell’aviazione Francesco Baracca, in questo giugno sontuoso di profumo di tiglio, campi di grano, azzurro e oro, in questo giugno che ci ricorda quando lui, morendo in volo, diventò un mito, ho incontrato un ragazzo romagnolo che amava la vita: intelligente, curioso, appassionato di arte, musica, teatro, dell’eleganza e del piacere, della competizione leale, dei cavalli, del rischio, si è affacciato con curiosità al mondo e ne ha sperimentato le follie, le maschere distorte.
Ha cercato di salvare quello che, nella tremenda disumanità della guerra, ci rende umani: la solidarietà, la sincerità, il rispetto per il nemico, la lealtà, il coraggio, la paura, l’intelligenza, l’allergia per la retorica e le bugie, la ricerca della verità.
La sua vita, le persone intorno a lui, la sua epoca, destano domande e pensieri che ci riguardano tutti.
Anche allora si parlava di una guerra lampo e risolutiva e invece arrivò una guerra di orrori e solitudini che nessuno avrebbe mai immaginato.
Questo mio lavoro è un piccolo contributo a un desiderio, vivace come il suo cavallino rampante: cercare di scegliere sempre la pace, proprio ascoltando la storia, le speranze, le illusioni di un ragazzo che, amando tanto la vita, si trovò come compagna la morte.
(Elena Bucci, 15 giugno 2026)
Ha cercato di salvare quello che, nella tremenda disumanità della guerra, ci rende umani: la solidarietà, la sincerità, il rispetto per il nemico, la lealtà, il coraggio, la paura, l’intelligenza, l’allergia per la retorica e le bugie, la ricerca della verità.
La sua vita, le persone intorno a lui, la sua epoca, destano domande e pensieri che ci riguardano tutti.
Anche allora si parlava di una guerra lampo e risolutiva e invece arrivò una guerra di orrori e solitudini che nessuno avrebbe mai immaginato.
Questo mio lavoro è un piccolo contributo a un desiderio, vivace come il suo cavallino rampante: cercare di scegliere sempre la pace, proprio ascoltando la storia, le speranze, le illusioni di un ragazzo che, amando tanto la vita, si trovò come compagna la morte.
(Elena Bucci, 15 giugno 2026)
