Archivio Vivo ottobre 2019 – febbraio 2020

"Cortile", luglio 1994 (ph Paolo Maioli)
Ricominciano le riprese per il documentario e le sere di lettura in Romagna sotto il segno di Archivio Vivo, un progetto lungo tre anni dedicato alla memoria per il futuro, una favola vera sulla storia della compagnia di teatro e del laboratorio Le Belle Bandiere a Russi e in Romagna, dal primo incontro degli anni ’90, agli spettacoli a Palazzo San Giacomo e nelle case Santandrea, Fabbri, Bucci, fino alla riapertura del Teatro passando da quella della ex Chiesa in Albis.
Ieri, 10 ottobre, Nicoletta Fabbri è stata la prima testimone dell’energia del vivo archivio rappresentato dalle persone.
Delicata e forte, sospesa tra italiano e dialetto, tra scrittura originale, testi di Annalisa Teodorani e memoria del grande poeta Raffaello Baldini – uno dei protagonisti del mitico ‘circolo del giudizio’ di Santarcangelo - ci ha raccontato emozionanti e divertenti storie di donne nelle quali abbiamo potuto riconoscere le nostre madri, nonne, sorelle, figlie, amiche e noi stessi.
Ringraziamo gli amici e fratelli di Santarcangelo, Pier Paolo Paolizzi e Stefano Bisulli, che da anni incrociano e dividono gran parte del nostro cammino, lavorando, sostenendo, aiutando, sempre con leggerezza e grande gusto per la vita.
Ringraziamo tutti coloro che sono approdati alla Sala dedicata al grande amico Pier Franco Ravaglia, fotografo di tutti gli eventi fino ai primi anni 2000, e che hanno reso perfetta questa serata.
Grazie anche a quelli che non c’erano ma che speriamo ci saranno in futuro e a tutti coloro che rendono possibile Archivio Vivo, all’Amministrazione Comunale di Russi e alla Regione Emilia-Romagna.

Eravamo tutti piacevolmente ‘spettinati’ per l’emozione di ritrovarci e per la tempesta delle riprese del documentario Archivio Vivo, realizzate anche il giorno 10 stesso. È un’avventura imprevedibile che ci sta portando a moltiplicare gli incontri, i ritratti, i paesaggi, alla ricerca di un tempo ritrovato dai mille riflessi. Solo per questo abbiamo dimenticato di aprire le bottiglie per il brindisi, omissione imperdonabile che non si ripeterà mai più.