CONSERVATORY

di Michael West
una lettura a cura di Elena Bucci e Marco Sgrosso

traduzione di Natalia di Giammarco - suono Franco Naddei e Raffaele Bassetti - costumi Elena Bucci e Marco Sgrosso - luci Elena Bucci - datore luci Nicoletta Fabbri

debutto: 16 dicembre 2018 - Teatro Belli, Roma

Le belle bandiere in collaborazione con TREND Nuove frontiere della scena britannica con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi

LEI: Se pensassi che tu abbia un cuore, ti ci avrei piantato questo ferro da maglia.
LUI: I tuoi artigli, micio, i tuoi artigli.

Rinchiusi nel loro rifugio borghese arredato in modo classico - due poltrone, la credenza, la cesta del cucito e un dizionario -, isolati e ben protetti da chiavistelli da un esterno denso di echi minacciosi – il vento che fa sbattere le porte, il cigolio insistente del cancello, il mostruoso accoppiamento di gatti in calore –, isolati in un tempo sospeso, Lui e Lei… una coppia senza un nome che definisca la loro identità.
Lei fa le parole crociate e lavora a maglia, Lui legge il giornale e cerca senza tregua gli occhiali che sposta da una tasca all’altra. Lei è ferocemente caustica sul passato e sul presente, Lui dolorante e sboccato si gongola in vena di rimembranze, e la conversazione inizialmente innocua assume rapidamente le caratteristiche di un delicato gioco al massacro, eseguito con un’alternanza di affondi reciproci che richiama in causa due figlie anaffettive e troppo adulte per procreare, l’amante di Lui divenuta amica di Lei, le insofferenze di Lei e l’impotenza di Lui. Ma soprattutto, sin dalle prime battute affiora, protagonista, la Morte, che dal paradosso del gatto morto di Schrödinger porta all’elenco di amici e conoscenti oramai defunti, fino all’agghiacciante rivelazione del colpo di scena finale, mentre la grandine sbatte furiosamente sul tetto e l’ultimo appello di tenerezza resta senza risposta.
Fermi, al leggio, cerchiamo di evocare con voce e musica gli spazi, le relazioni e le possibili intuizioni necessarie a un ideale futuro allestimento. Creiamo il disegno preparatorio, lo schizzo, coniugando la nostra immaginazione con quella del pubblico, così da creare mille diverse coppie, storie, case, strade, città perse nel buio della sera.