VITE ALTROVE

maestre dentro e fuori scena

di e con Elena Bucci

Tutto Esaurito ! Rai Radio 3, in diretta dalla Sala A - 24 novembre 2015

drammaturgia del suono Raffaele Bassetti

"Il teatro di Radio 3" a cura di Laura Palmieri e Antonio Audino

In questa serata unica creata per Radio 3, lo studio diventa una stanza speciale nella quale si incontrano presenze leggere che vengono da tempi e luoghi diversi del mio lavoro e intonano per un attimo le loro voci, lucide, comiche, pagliacce o disperate. Sono personaggi femminili esistiti e inventati che una volta portati in scena mi hanno sempre condotta altrove da dove ero, a partire da Eleonora Duse, maestra d’arte rivoluzionaria e coraggiosa, a Juana de la Cruz, genio in cerca di sapienza e libertà, da La Monica, buffa signora di periferia che sa leggere nei pensieri, a Ofelia che, innamorandosi di un bagnino crudele o forse soltanto sciocco, scopre il potere di trasformazione del dolore, dall’attrice Olga Knipper che dialoga oltre la morte con il marito Anton Cechov alla geniale Isabella Andreini che rinnova il ruolo delle donne nel teatro della Commedia dell’Arte, da Laura Betti, bambina adulta che usa la rabbia come esplosivo contro l’inautentico inseguendo il Poeta, alla Zaira, bambina vecchia che conosce, senza averlo studiato, il segreto del canto che cura e che consola.
Si anima quasi all’impronta una nuova scrittura, che rivela la tessitura che lega la mia biografia a quella di queste donne vere e immaginate che mi hanno insegnato molto. La sapiente drammaturgia sonora di Raffaele Bassetti si intreccia alla mia voce con sicurezza telepatica pur mantenendo aperture vitali al rischio dell'improvvisazione. Stanno sullo sfondo, inafferrabili come un ricordo, molte altre maestre del cui parlare, cantare e vivere la storia non conserva memoria ma che ispirano parte del nostro lavoro.
Il teatro è per me uno spazio formidabile dove mi pare di entrare con naturalezza e levità in una più vivida relazione di conoscenza ed empatia con il mondo dei vivi e con quello dei morti. I suoi strumenti mi aiutano a scrivere storie, a disegnare ritratti e a trasformare lo sconcerto di fronte ai riti di passaggio della vita in una scrittura scenica fatta di parole, suono, stato fisico. Ne esce un canto che ogni volta mi avvicina un poco a quel sentire autentico che non vuole parole.
Con curiosità attendo questa serata nella quale Raffaele ed io saremo testimoni, con partecipe attenzione, del vertiginoso cataclisma provocato dall’incontro di queste bizzarre amiche dalle vite altrove.